Elezioni europee 2019: cosa si cela dietro gli slogan?

La propaganda politica italiana si fonda su uno schema assai semplice: individuare i propri rivali e contrapporsi a loro. Parole e toni, pathos e ragioni sono integralmente asservite al raggiungimento dello scopo, motivo per cui è assai importante impadronirsi degli strumenti necessari a denudare i discorsi della corposa patina di trucchi che li imbellettano.

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GIUANIN. L’UOMO CHE SCAPPAVA VERSO SE STESSO, PASQUALE VITALE

giuanin, pasquale vitale

Giuanin è il racconto di un viaggiatore per i viaggiatori, un resoconto itinerante di storie di vita che si intrecciano sullo sfondo dell’Italia degli anni ‘80.

Il 13 maggio 1978 la legge Basaglia sancisce la chiusura dei manicomi. Negli anni immediatamente successivi all’evento, Pasquale Vitale vive la propria esperienza nel laboratorio artistico di Collegno, ex manicomio, e ha fatto di Giuanin il resoconto di un viaggio tanto fisico quanto riflessivo attraverso luoghi e persone, ma soprattutto attraverso l’arte.

Giuanin: l’incontro a Collegno

Quando Pasquale Vitale arriva a Collegno, ormai i “matti” non ci sono più. Restano poche persone, quelle che non sanno dove andare. Tra questi c’è Giuanin che, come Vittorio e gli altri, è ormai disabituato all’espressione di sé a causa dell’isolamento. L’arrivo di Pasquale a Collegno non ha a che vedere con una missione salvifica, ma contribuisce ugualmente a restituire umanità a chi ha bisogno di riappropriarsi di un proprio spazio. Non è una sorta di  incantesimo, ma è il potere dell’arte.

Il viaggio fuori e dentro di sé in Giuanin

Per Pasquale l’arte è il mezzo espressivo per chi non ha parole per comunicare. Fare il madonnaro e decorare le strade con gessetti colorati è una scelta di libertà. Portare linee di colore agli inquilini di Collegno lo è altrettanto. In Giuanin vengono così ad incontrarsi il discorso sull’arte e una concezione del viaggio. Narrati nelle pagine di questo breve ma intenso racconto, gli incontri all’osteria, il contatto con gli inquilini di Collegno e le riflessioni personali conferiscono alla narrazione grande energia, come anche quella semplicità ipnotica di una vita che si autodetermina liberamente. L’incontro con Giuanin e la permanenza al laboratorio artistico diventano l’occasione di vedere aprirsi davvero le porte di Collegno. Nell’intersezione tra lo spazio dell’arte e della riflessione, nascono l’amicizia e la possibilità di definire e ridefinire se stessi. La pratica artistica, infatti, si attesta come via di fuga e, assieme, come strada maestra per riscoprire la propria interiorità. Giuanin è un libro per chi ama i colori, desidera la libertà, non smette mai di esplorare il mondo e strenuamente si scava dentro.