Cos’è il progetto Hey, Pachuco?

Se si analizza la realtà della produzione culturale contemporanea non si potrà evitare di notare un abisso tra la dimensione propria della domanda e quella dell’offerta:

la prima è caratterizzata da un fluido circolare di ideali, da spirito critico, da una richiesta incessante di opere di sempre maggior spessore e in generale da una alta disponibilità all’innovazione. Il pubblico, nonostante gli immancabili difetti del sistema educativo, si dimostra comunque aperto alla crescita intellettuale e ben presto si rende autonomamente capace di distinguere la qualità dei prodotti;

la seconda, al contrario, è ancora dominata dalla tirannia del mercato: a prescindere dalla qualità del lavoro, a prescindere dai contenuti, l’artista e il pensatore si ritrovano sempre e comunque in balia della contingenza, incapaci di far affidamento su quei diritti fondamentali che permetterebbero loro di esprimersi al massimo delle proprie capacità.

Mentre si annuncia la cultura libera e universalmente accessibile, allo stesso tempo si vieta l’accesso e lo spazio necessario per liberare il processo culturale nella pratica. La figura dell’artista di strada, da che era un ideale rivoluzionario contro l’establishment accademico, è divenuta una condanna.

La nascita del progetto

È a partire da questo duplice riconoscimento che si sviluppa il progetto Hey, Pachuco.

La domanda di cultura, incessante, sempre affamata, va di pari passo con la difficoltà reale di una espressione veramente libera, garantita nella propria libertà contro le forze dominanti. Essa è, fondamentalmente, necessità di espressione delle contraddizioni reali costitutive del quotidiano, a partire dalle esperienze più immediate fino alle riflessioni sulle condizioni umane.

Nella misura in cui l’organizzazione della società punta sempre più ai dettami dell’economia politica e sempre meno alle necessità degli individui che la compongono, le condizioni che essa impone hanno effetti devastanti sull’uomo e sull’ambiente.

Cosa propone Hey, Pachuco?

A partire dalla comprensione della paradossalità del reale stato dei fatti, il collettivo Hey,Pachuco si propone come punto critico, come punto di riferimento per le realtà emergenti altrimenti costrette all’emarginazione e al silenzio:

  • come osservatorio politico-culturale, di libera ricerca, atto a creare uno spazio dialogico di crescita collettiva, ponendo le basi di una socializzazione nuova, che si svincoli dalla logica dei rapporti di dominio;

  • come laboratorio artistico che fornisce possibilità di esprimere se stessi anche alle categorie ancora socialmente emarginate, consci che l’isolamento non è che il disumano tentativo di eliminare la memoria delle vittime dell’irrazionale organizzazione sociale;

  • come progetto di ricerca dei saperi liquidati dal pensiero razionalistico, in particolare il vasto universo della tradizione esoterica, vero e proprio calderone della saggezza passata;

  • come gruppo di analisi della problematica ambientale rispetto sia ai cambiamenti climatici, alle loro implicazioni e alle loro cause, sia rispetto al tema dell’inquinamento del territorio e alle soluzioni da attuare.

L’obiettivo è garantire non solo uno spazio espressivo ma anche mettere in moto un processo di valorizzazione dell’attività artistica e culturale, opponendo alla pratica dello sfruttamento e dell’arricchimento personale la reale possibilità di una economia human friendly.

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