Masaniello e la voce della rivolta

Attraverso uno dei racconti inediti di Alexandre Dumas padre, risalenti ai tre anni di soggiorno napoletano e all’avventura al fianco di Garibaldi, vien fatta rivivere una delle figure di spicco del folklore napoletano, il protagonista della rivolta delle dieci giornate di Napoli, del 1647.

La rapidità della vicenda di Masaniello e il suo significato politico non passarono affatto inosservati: non poche delle rivoluzioni politiche e intellettuali del secolo XVII si sono ispirate al pescatore napoletano.

In particolare Dumas narra l’intera vicenda, fornendo un ritratto di Masaniello che, seppur assai romanzato, rende l’idea dell’influenza del personaggio a livello europeo.

Un Masaniello pescatore, un Masaniello romantico, un Masaniello capitano di popolo, tutte facce che convergono nella descrizione che Dumas da del personaggio. Gli elementi folkloristici vengono completamente a mancare: non si fa riferimento alla lingua autoctona e sarà assai difficile riconoscere nell’eroe ribelle un umile popolano di Napoli.

Il Masaniello come eroe in Dumas

L’identità del luogo è unicamente affidata al diretto riferimento a luoghi reali e a fulminee descrizioni. Tuttavia non è decantare la napoletaneità ciò che più preme a Dumas: egli ha vissuto l’intera avventura garibaldina, ha attraversato i tumulti della prima metà dell’Ottocento, le grande sommosse urbane e le grandi repressioni. Tutto ciò converge nella secolare figura di Masaniello, la tragedia napoletana di un pescatore divenuto re di Napoli per dieci giorni.

Ciò che si esprime nel racconto è l’Ottocento politico: la visione romantica del popolo che diviene cosciente della tragicità della propria condizione, la massa che si lascia docilmente governare ed obbedisce immediatamente a qualsiasi istanza le si presenti dinanzi, per poi piangere amare lacrime di coccodrillo, l’aristocrazia reazionaria.

Dumas riesce nel dare all’avventura di Masaniello, al di là dei caratteri folkloristici sapientemente omessi, un carattere europeo, sottraendo in tal modo il pescatore napoletano al racconto popolare e dotandolo di uno spessore maggiore, di una sua tragicità e di una coscienza che difficilmente possono essere attribuite a un pescatore seicentesco.

Il Risorgimento attraverso il Re pescatore

Esso, così, si inserisce all’interno del contesto italiano, ove l’avventura garibaldina si è interrotta ancor prima di iniziare, e le cui conseguenze hanno portato a bagni di sangue per ambo le parti. L’ultima parola di Masaniello è rivolta ben poco ai suoi assalitori quanto, piuttosto, ai suoi concittadini italiani, un’accusa per una lotta mancata, un’accusa per un’arrendevolezza che ha confinato la possibilità della libertà all’essere solo un’avventura, un ricordo di cui poter pensare bene poiché mai realizzato.

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