PADRE ALEX ZANOTELLI: CHI È L’AUTORE DELLA POSTFAZIONE A LETTERA AL MINISTRO DEGLI INTERNI

In una società pervasa dall’indifferenza e condizionata da una politica che colpevolizza il povero, esiste ancora qualcuno in grado di alzare la voce? Padre Alex Zanotelli risponde nella postfazione di “Lettera al Ministro degli Interni”, libro di Michele Di Mauro (Bagarì Edizioni, febbraio 2019)

Alex Zanotelli: comprendere e difendere l’Africa

Alex Zanotelli è un sacerdote dell’ordine dei Missionari Comboniani del Cuore di Gesù, noto soprattutto per la sua attività missionaria. La prima esperienza da missionario risale a metà degli anni ‘60, nel Sudan meridionale, territorio tormentato dalla guerra civile. Tornato a Verona, verso la fine degli anni ‘70, Zanotelli viene nominato direttore di uno dei giornali legati all’ordine dei comboniani: Nigrizia. Sotto la sua direzione, il giornale diviene un mensile socio-politico incentrato sulla situazione economico-sociale dell’Africa. Nel 1994, padre Alex torna in Africa, questa volta a Korogocho, una delle baraccopoli che circondano Nairobi (Kenya).

Sin dai tempi del Sudan, padre Alex Zanotelli avanza modelli economici e sociali fondati su principi evangelici, spesso radice dei suoi aspri contrasti con la classe politica. I temi maggiormente affrontati dal sacerdote sono stati l’apartheid del Sudafrica, la produzione e il commercio delle armi, la critica al modello di sviluppo occidentale e la nonviolenza. Infatti, la sua attività di missionario non consiste nella semplice divulgazione dei principi cristiani; al contrario, è fondata sulla comprensione di altre culture e sull’adattamento di tali principi agli usi e costumi dei paesi ospitanti, preservando e, soprattutto, rispettando la loro identità.

La nuova sfida di padre Alex: il Rione Sanità di Napoli

Oggi padre Alex Zanotelli vive in uno dei quartieri più problematici di Napoli, il Rione Sanità. Proprio in riferimento alle condizioni sociali del complicato quartiere, in un’intervista del 2018 al Corriere della Sera, ha infatti affermato: «Si combatte anche qui. Non c’è un asilo comunale, non c’è una scuola media, non c’è lo Stato».

Così, nella postfazione di “Lettera al Ministro degli Interni” si impegna a evidenziare quanto le persone che vivono in tali contesti, nell’indifferenza da parte dello Stato, vedano la criminalità organizzata prendere il controllo delle strutture del territorio e dei giovani. Anche il fenomeno delle baby gang è una conseguenza di questo comportamento, poiché la “rabbia profonda” dei più giovani ragazzi sfocia in una violenza inusitata. Nella postfazione, padre alex Zanotelli aggiunge ancora: «io parlerei di ragazzini che stanno crescendo semplicemente senza nessun valore, se non quello di far soldi, farli al più presto, per la vita bella proiettata dalla televisione, berlusconiana in particolare».

“Lettera al Ministro degli Interni”: la soluzione di padre Alex Zanotelli

È evidente che la perdita di valori di cui padre Alex parla non riguarda solo la realtà della periferia di Napoli. Infatti, a questa realtà se ne oppone un’altra caratterizzata fortemente dal consumismo: la “Napoli bene”. Questi due mondi, sulla carta opposti, manifestano una eguale perdita di valori e indifferenza per l’altro. E a questo proposito Zanotelli sostiene: «Questa società, che ha indirizzato ognuno a vivere solo per se stesso, rende ancora più difficile il mettersi insieme».

Com’è possibile opporsi ad un processo che sembra ormai inarrestabile? È possibile curare una società ormai totalmente immersa in questo sistema economico-finanziario?

L’unico modo di colmare questa distanza tra poveri e privilegiati, secondo padre Alex, consiste nel recupero della giustizia sociale, della consapevolezza della dignità di ogni uomo e il vivere in equilibrio con il pianeta e con i propri simili. Si tratta di educare le persone all’incontro con l’altro e al vivere nella “sobrietà”, al fine di invertire la rotta e preservare il futuro.