PERCHÉ REGALARE LIBRI D’ARTE?

Siamo quotidianamente sommersi da immagini, talvolta disturbanti e non richieste. A cosa rivolgere la nostra attenzione? Nei libri d’arte la risposta.

I libri d’arte illustrati da William Morris ai nostri giorni

Sin dai manoscritti miniati, il disegno ha sempre avuto il suo spazio accanto alla parola, conferendo maggiore significato al testo. Per certi versi la stessa sinergia tra discorso verbale e icona persiste oggi nel fumetto. Nel XIX secolo William Morris, tra i fondatori della scuola preraffaellita e fautore di un’arte democratica e libera da ogni vincolo accademico, pubblicò una serie di libri di design, raccolte dei propri motivi decorativi rappresentanti fiori dallo stile medievaleggiante. Da allora i libri d’arte hanno guadagnato un posto nei cataloghi di ogni casa editrice. L’arte si è avvicinata al pubblico e un effetto di ciò è, per esempio, la proliferazione di corsi di fotografia, manuali tecnici per profani e la pubblicazione di monografie firmate da grandi artisti, come Genesi di Sebastião Salgado. Il libro d’arte istruisce e affascina. Non solo attenzione all’opera ma anche all’artista come personaggio mediatico: è il caso di Marina Abramoviĉ la cui autobiografia è un bestseller.

Libri d’arte: un dono inusuale

Oggi è messo in discussione il concetto stesso di bellezza. Un libro d’arte è senza dubbio un magnifico oggetto da possedere, un regalo originale anche per chi non ha familiarità con la lettura ma che ha una forte capacità immaginativa, per chi ama essere stimolato visivamente da nuove idee. Phula (Bagarì Edizioni, 2019) si inserisce in questa tradizione artistica in cui il disegno viaggia autonomamente rispetto al testo, perché contiene in sé il proprio valore comunicativo e non deve necessariamente accompagnare altri codici linguistici. Permette di avvicinarsi all’elementarità dell’atto creativo e comprenderlo: il fiore è la metafora ideale della naturale progressione del disegno, allegoria dell’attesa e della pazienza del coltivatore che – come l’artigiano – attende e cattura il momento giusto per concretare un prodotto finito. Regalando un libro si rischia sempre di non incontrare i gusti del destinatario e di offrirgli in dono un testo che sarà sottostimato e mai letto davvero. Il libro d’arte, invece, conserva il valore della lettura e della consultazione – propri dell’oggetto libro – offrendo in aggiunta un appagamento al sentimento del bello. In definitiva, regalare un libro d’arte non si limita alla materialità del dono, ma significa provocare l’altro a risvegliare i propri sensi e, di conseguenza, tornare a immaginare.

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