Who’s lost in a circle?

La raccolta di disegni, Lost in a Circle, mette in opera una ricerca. Non si tratta di una ricerca esclusivamente personale, in quanto ogni soggetto è proiettato su un cerchio, a volte appena abbozzato attraverso segmenti curvi, a volte più delineato.

La ricerca, in tal modo, non si arresta unicamente alla figura disegnata: non è solo un percorso soggettivo verso se stessi, rappresentata da fitte reti di tratti, delicati e duri, morbidi o rigidi, ma un tragitto universale. La simbologia del cerchio schiude all’interpretazione la vastità di significati dei soggetti, in apparenza grotteschi.

Se i contorni sono chiaramente distinguibili come umani, questa iniziale semplicità crolla laddove si osserva l’intreccio interno, un’implacabile caccia all’uomo.

L’obiettivo?

Cogliere la nuda realtà del soggetto, di quella entità evanescente la cui unica verità è la certezza di sé. Il soggetto così come risulta da Lost in a Circle èun percorso, appunto, circolare: il punto di arrivo coincide con quello di partenza, nella costituzione di una identità, quella del sé, per sua natura instabile.

Lost in a Circle presenta al pubblico un’essenziale contraddizione: alla stabilità del cerchio, l’armonia derivante dalla cognizione della partecipazione al tutto equidistante dal centro, difatti, viene a opporsi, invece, il disequilibrio e la disarmonia del soggetto, la cui essenza è essere quello stesso centro. Alla mistica orientale, incentrata sulla sottomissione della brama di controllo e di organizzazione del soggetto alle dinamiche del reale, si oppone la razionalità occidentale.

In questo scontro, tutt’altro che risolto, viene catapultato l’individuo, costretto al contempo alla lotta interna per la costituzione di una propria identità, e alla lotta esterna contro un mondo pre-organizzato, indipendente dalla volontà di auto-determinarsi.

In Lost in a Circle prende forma la storia stessa dell’uomo, la storia che ogni uomo è portato ad essere da quando si è costituito come soggetto, da quando si è scoperto libero. Una storia inesprimibile a parole per il fatto stesso che le parole si conformano ad essa, ma che trova piena espressione nel segno grafico.

Se, difatti, le parole uomo, libertà, storia si evolvono corrispondentemente alla lotta che ognuno è chiamato ad essere, al conflitto dialettico con sé e con il mondo, il segno, la linea, il tratto, come mezzi espressivi antecedenti alla costituzionesoggettiva, permettono alla storia di prender forma, di giungere ad espressione compiuta.

Così come la circonferenza stessa testimonia, l’individuo è perso in essa, perso nella linea che delimita il tutto, perso nel sogno del centro e tuttavia incapace di vedere il cerchio. Lost in a Cirlce tematizza questa primordiale polarizzazione, mettendo in evidenza, attraverso concentrazioni diseguali di colore, ciò che nel conflitto si è sempre perso, ciò che sta nel centro, al di là del destino del soggetto stesso.

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